Concorso di Laurea A.D.S.I. per Tesi di Laurea su Dimore Storiche

Con premi che vanno da 1500, per il vincitore a 500, per il terzo classificato, il bando è rivolto ai laureati che abbiano svolto una Tesi di Laurea Magistrale o conseguito il Diploma di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio.  L’oggetto deve riguardare uno o più immobili vincolati privati, comprese decorazioni, arredi, archivi, biblioteche, strumenti musicali, pertinenze, parchi e giardini. In particolare, le Tesi potranno riguardare le seguenti tematiche: conservazione, manutenzione, valorizzazione ed utilizzo produttivo di tali beni con ricaduta economica per loro stessi e per il territorio circostante; impiantistica innovativa e utilizzo delle nuove tecnologie (anche informatiche) atte a rendere la valorizzazione di tali beni sostenibile e la loro capacità di comunicazione efficiente.

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Questo bando della Associazione Dimore Storiche Italiane è al suo ottavo anno. Palazzo D’Alessandro è fra le dimore che hanno dato la propria disponibilità ad accogliere e supportare tesisti. Molti sono gli spunti che il palazzo offre: studio dei decori, anche comparativo con altre dimore della zona, ricerca su alcuni reperti archeologici presenti all’interno, ricerche storiche d’archivio.

 

Opere d’arte esposte nelle camere di un albergo

 

Il progetto Look Closer 02, giunto alla sua seconda edizione, esprime la stessa essenza dell’hotel SuperOtium che lo ospita a Napoli. Nove curatori interpretano con sette artisti la natura e vocazione dell’art hotel creato dal curatore stesso della mostra,con Vincenzo Falcione:farsi accoglienza, stimolo e costruzione di una comunità internazionale di viaggiatori e creativi, resi protagonisti di una rete di scambio e osmosi tra le energie della città partenopea e del mondo, ponendo in dialogo il tessuto locale con gli ospiti dell’hotel. Che però divengono a loro volta “ospitanti” che aprono la propria camera e temporanea riservatezza per permettere la visione delle opere, fluidificando ruoli e apporti.

L’esplorazione, il dubbio, la discussione, il disagio e il piacere nel confine tra se stessi e l’esterno emergono già a inizio percorso nell’ambivalenza “fragile e potente” – con le parole di Ciancio – di Kobramulata, a cura di Dario Biancullo e Lorenzo Xiques López: una poltrona, o prigione, intrecciata letteralmente con afro-braids identitarie, tessili avviluppati come overthinking, lenzuola stracciate come aneliti di libertà ed evasione dal comfort, o carcere, del ritiro in sé. Trasformativa, metamorfica, inquietantemente seducente e multisensoriale come le creature di Nathalie Djurberg o Louise Bourgeois, istituisce la tesi interrogativa del tema espositivo, restando in sospeso tra arte e oggetto-arredo di funzione.

 

Fonte: Artribune